1946 dicembre 4. Venezia

Bifolio cartaceo. 210 x 297 mm.

Archivio di Stato di Venezia (Archivietto), anno 1946, sex. V/2, prot. n. 588.

Una Scuola per l’insegnamento della paleografia ebbe sede presso l’Archivio di Stato di Venezia già a partire dal 1855. Attraverso successive riforme e integrazioni, la Scuola continua ancora oggi a trasmettere agli allievi le conoscenze maturate nella pratica quotidiana della gestione degli archivi e dello studio dei documenti. Alla paleografia si affiancano l’archivistica, la diplomatica e molte altre discipline, fondamentali per la formazione consapevole delle nuove generazioni di archivisti.

Le vicende della Scuola attraversarono gli anni della Seconda guerra mondiale e della Liberazione con sorprendente continuità: nonostante la contrazione dell’attività d’ufficio e la ridotta presenza di studiosi nella sala di studio, la didattica proseguì senza interruzioni, con la sola eccezione dell’anno 1945.

La presenza di giovani studenti a stretto contatto con gli archivisti più esperti dei Frari offrì un’opportunità preziosa di confronto intergenerazionale. Un dialogo culturale profondo, animato da una visione comune, univa docenti e allievi, accomunati anche dalle preoccupazioni per la drammatica situazione del Paese, soprattutto dopo il 1943.

Dopo l’avvento della Repubblica italiana, nell’autunno del 1946 le lezioni ripresero con slancio: diciassette allievi si iscrissero al primo corso, a conferma del rinnovato interesse verso la proposta formativa dell’Archivio.

Tra gli iscritti, si possono notare due allieve originarie di Pola (città istriana sotto occupazione alleata e in attesa di conoscere il proprio destino dalla conferenza di pace in atto a Parigi) e ora residenti a Venezia, ma anche e soprattutto giovani studenti provenienti principalmente dall’Università di Padova e, in misura minore, da altri atenei o istituti scolastici.

Tra questi spiccano due nomi, destinati a una brillante carriera: Giovanni Pillinini, allora ventunenne studente di Lettere, che diventerà docente di storia moderna e contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia; Terisio Pignatti, ventiseienne iscritto su presentazione della Biblioteca Marciana, futuro storico dell’arte, direttore dei Musei civici e docente a Padova e Venezia.

AE

Bibl.: Salmini 2015, pp. 265-269.