La stagione della Liberazione. L'Archivio di Stato di Venezia per l'anniversario 1945-2025
L’occasione dell’Ottantesimo Anniversario della Liberazione nazionale rappresenta un momento di riflessione che coinvolge l’intera nazione e vede partecipare con entusiasmo anche l’amministrazione archivistica.
L’Archivio di Stato di Venezia celebra l’anniversario con una mostra virtuale dedicata alla lunga stagione della Liberazione che, partendo dai fatti che portarono alla liberazione della città tra il 27 e il 29 aprile del 1945, volge lo sguardo ben oltre, documentando gli sforzi della ripresa postbellica, il complesso processo di costruzione della memoria e dei simboli della Resistenza, e gli strascichi giudiziari relativi ai crimini compiuti dal fascismo.
Il punto di partenza sono le fonti archivistiche conservate dall’Archivio che, grazie ai numerosi sforzi per la loro tutela e conservazione, costituiscono un patrimonio imprescindibile per lo studio del recente passato e per la crescita di una società consapevole della propria storia. La mostra rientra pienamente nelle finalità istituzionali degli archivi, che conservano le fonti e le testimonianze prodotte dalle istituzioni affinché possano continuare a fornire nuova linfa alle future generazioni di ricercatori e cittadini.
La mostra valorizza inoltre il patrimonio archivistico del Novecento, spesso meno conosciuto e studiato rispetto agli imponenti fondi della Serenissima, ma di grande rilevanza storica. L’Archivio di Stato di Venezia conserva infatti numerosi archivi postunitari di primario interesse, dei quali l’esposizione offre una panoramica ampia e significativa.
Curata da Andrea Pelizza e realizzata con il contributo degli archivisti dei Frari, la mostra ripercorre innanzitutto le vicende della Liberazione di Venezia, rendendo omaggio alle donne e agli uomini che ne furono protagonisti, così come alle vittime del conflitto.
I documenti selezionati si concentrano in particolare sulla fase successiva all’aprile del 1945, attraverso fonti che testimoniano il processo di costruzione della memoria civile della Resistenza: dai monumenti alla riappropriazione degli spazi un tempo utilizzati dal fascismo, poi rifunzionalizzati nel nuovo clima politico e sociale.
Le fonti documentano il lungo, e non sempre facile, cammino che portò Venezia al ritorno alla normalità, con la ripresa della vita politica, delle attività sociali e culturali. È il segno di una società che, pur provata dalla guerra, accoglie con entusiasmo le novità e le opportunità portate dall’avvento della democrazia e dell’ordinamento repubblicano.
Parallelamente, è documentato il lungo lavoro giudiziario che, per anni, ha mantenuto viva la memoria degli episodi più crudeli del fascismo: sequestri e risarcimenti, recupero dei beni ebraici, condanne ai criminali di guerra.
La mostra si conclude con un breve approfondimento sull’Archivio di Stato di Venezia, da sempre uno degli istituti culturali più importanti e attivi della città, e quindi pienamente coinvolto nelle dinamiche cittadine del dopoguerra.
Il quadro che emerge dai documenti raccolti in questa esposizione racconta una Venezia profondamente segnata dalle vicende belliche, ma che, a partire dalla Liberazione, ritrova la voglia e il desiderio di ripartire in un clima di ritrovata fiducia. Un entusiasmo ottimista, a tratti persino gioioso, che alla riconquista della normalità associa la speranza in un futuro di libertà e rinnovamento.
Allo stesso modo, le vicende che riguardarono l’Archivio di Stato di Venezia illuminano ancora oggi il ruolo delle istituzioni archivistiche: la Liberazione riapre le sale studio agli studiosi, riattiva i rapporti internazionali e le relazioni con il mondo della ricerca. Un processo che da allora non si è mai interrotto e che giunge fino ai nostri giorni, in cui l’accessibilità degli archivi e la valorizzazione del patrimonio documentario anche presso il pubblico non specialista sono diventati i capisaldi dell’amministrazione archivistica.
La mostra consente al grande pubblico di immergersi nella storia della Venezia contemporanea e nella varietà delle fonti archivistiche che la documentano. Una storia che, ancora una volta, dimostra quanto gli archivi siano fondamentali per la crescita della consapevolezza culturale collettiva e per garantire il diritto al libero accesso allo studio e alla consultazione dei documenti pubblici, pilastro imprescindibile di ogni autentico processo democratico.
Andrea Erboso
Direttore dell’Archivio di Stato di Venezia

