1946 gennaio 10. Vienna.

Bifolio cartaceo. 210 x 297 mm

Archivio di Stato di Venezia (Archivietto), anno 1946, sez. XII, prot. 139

Con la caduta dei regimi nazifascisti e la fine delle ostilità, anche i rapporti internazionali tra gli istituti archivistici europei ripresero progressivamente. Il 10 gennaio 1946, lo storico, archivista e diplomatista sudtirolese Leo Santifaller (1890-1974) – già collaboratore di Paul Fridolin Kehr nell’edizione dei Monumenta Germaniae Historica e docente universitario – scrisse all’Archivio di Stato di Venezia per comunicare importanti novità riguardanti l’amministrazione archivistica austriaca, tornata indipendente da quella germanica.

Santifaller riferiva che, a seguito dello scioglimento del precedente Reichsarchiv Wien, il governo provvisorio austriaco aveva istituito, con decreto del 28 luglio 1945, l’Archivio di Stato austriaco (Österreichisches Staatsarchiv), affidandone la direzione proprio a lui il successivo 22 settembre. Accettando l’incarico, Santifaller si poneva un obiettivo ambizioso: «ricostruire la nostra scienza» e favorire la «ripresa dei contatti scientifici internazionali», per cui chiedeva il sostegno dell’Istituto veneziano.

La sua proposta era concreta: intendeva avviare una nuova pubblicazione, le Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs, e sperava di includere, nel primo volume, un contributo dell’Archivio di Stato di Venezia, ritenendolo «un’onorabile distinzione» sia per l’istituto austriaco sia per lui stesso, nonché «un fregio particolare» per la nuova rivista.

La risposta del direttore Eugenio Ronga arrivò con notevole ritardo, il 1º aprile, probabilmente a causa di disguidi postali. Pur esprimendo soddisfazione per le notizie provenienti da Vienna e confermando la volontà di mantenere buoni rapporti tra i due istituti, Ronga fu costretto a declinare l’invito a partecipare al primo numero della rivista. «Purtroppo – scriveva – essendo questo Archivio in periodo di riassestamento dopo il lungo travaglio della guerra e scarseggiando numericamente di personale, attualmente non si trova in grado di contribuire al Suo periodico».

Lo scambio epistolare tra così importanti istituti archivistici europei evidenzia il contrasto tra due impostazioni differenti: da un lato, il segno della discontinuità a Vienna, con la rifondazione dell’archivio, il cambio di denominazione e l’affidamento della direzione a una nuova, prestigiosa figura; dall’altro, la continuità e la tradizione veneziana, ancora condizionate dalle difficoltà della ripresa postbellica.

Così, mentre l’entusiasmo per la rinnovata collaborazione scientifica internazionale si scontrava con le ristrettezze economiche e le sfide della ricostruzione, la rivista fondata da Santifaller vide la luce nel 1948, senza alcun contributo degli archivisti veneziani. Ancora oggi, essa continua le sue pubblicazioni.

AE

Bibl.: Per un profilo biografico di Leo Santifaller si veda la pagina dedicata nel sito della Società di studi trentini di scienze storiche: https://www.studitrentini.eu/leo-santifaller/; le pubblicazioni delle Mitteilungen sono disponibili sulla pagina dedicata dell’Archivio di Stato austriaco: https://www.oesta.gv.at/veroeffentlichungen/publikationen/mitteilungen-des-oesterreichischen-staatsarchivs.html. Sul torinese Eugenio Ronga (1887-1948, morto in servizio), dal 1939 al 1947 direttore dell’Archivio di Stato di Venezia e soprintendente archivistico per le Venezie, si veda Repertorio 2008, pp. 651-652 e 2012, p. 314.