[1] 1942 luglio 21. Mestre.

Foglio cartaceo, 450×295 mm

[2] 1946 aprile 10. Venezia.

Foglio cartaceo, 321×216 mm

Distretto militare di Venezia, Fascicoli matricolari, anno 1914, matricola n. 40455

Dal foglio matricolare si riscontra che Emilio Favaretto, nato a Mirano nel 1914, era stato richiamato alle armi il 7 gennaio 1941 e il 10 gennaio successivo era partito per l’Albania, imbarcandosi a Bari sul piroscafo Rossini e passando poi in forza al Deposito G.A.F. di Tirana. Il 26 marzo 1942 era stato trasferito al XXV° Deposito Settore di Copertura in S. Pietro del Carso, dove era rimasto, intervallando vari periodi di congedo, fino al giugno 1943, quando venne richiamato e inviato al deposito settoriale G.A.F. di Fiume, giungendo in territorio dichiarato in stato di guerra. All’indomani dell’armistizio del 8 settembre venne catturato dalle truppe tedesche e condotto al campo di prigionia di Ziegenhain, settore IX – A, in Germania. Quest’ultima notizia si evince dalla dichiarazione presentata dallo stesso Favaretto il 10 aprile 1946 al Comando Distretto Militare di Venezia, specificamente all’Ufficio amministrazione per la liquidazione assegni reduci dalla prigionia, per la richiesta del riconoscimento degli assegni spettantigli. I campi nei quali confluirono i militari italiani erano denominati “Oflag” se destinati agli ufficiali e “Stalag” se riservati ai sottoufficiali e alla truppa. Essi erano numerati in base al Wehrkreis (distretto militare tedesco) con un numero romano, mentre le lettere successive stavano a indicare i diversi Stalag sussistenti all’interno del medesimo distretto militare. Più di 50mila tra i prigionieri non fecero ritorno. Emilio Favaretto riuscì invece a sopravvivere alla prigionia, e il 18 giugno 1945 venne liberato e rimpatriato. Il rientro avvenne su treni carichi di soldati, indirizzati verso i centri di accoglienza: i maggiori furono quelli di Modena, Bologna e Firenze. Il 6 giugno venne riaperta anche la ferrovia del Brennero e successivamente i varchi svizzeri del San Gottardo e del Sempione, da cui poterono rientrare molti ex-prigionieri.

TC

Bibl.: Schreiber 1997; Hammermann 2004; Formiconi 2009.