1. Venezia.

Cartaceo, 210  x 297 mm

Archivio di Stato di Venezia (Archivietto), b. 877, 1968. Studiosi nazionali, n. 1, Zille Ester

Antifascista, Ester Zille nasce nel 1914 a Mestre, figlia del medico condotto Carlo e di Anna Bellatti. In famiglia vi sono 7 figli. Nel corso della Resistenza, Zille recapita stampa antifascista nelle zone limitrofe a Venezia (Chirignago, Spinea, Mirano e Zelarino). Nel 1946, nello stesso anno in cui le donne esercitano il diritto di voto per la prima volta, Zille è tra le prime esponenti del mondo femminile a entrare nel Consiglio comunale di Venezia, insieme a Ida D’Este. Come dichiarato in una intervista, per Zille «è necessario non stare alla finestra, ma partecipare alla vita sociale»: rivendicare e difendere i diritti quotidianamente, perché «fare politica è fare lo Stato». Cita anche Cicerone «Non domi sed in foro de re vestra agitur». Importanti componenti del suo agire sociale sono il femminismo e la parità di genere. Nel dopoguerra rifiuta il riconoscimento ufficiale di partigiana perché l’attività svolta le sembra modesta, rispetto per esempio a quella della sorella maggiore Cecilia, che ottiene il riconoscimento di partigiana combattente, e non vuole usufruire di privilegi. Dal 1951 lascia gli incarichi in Consiglio comunale e si dedica agli studi di storia. Frequenta come studiosa l’Archivio di Stato di Venezia, nel quale a metà degli anni Sessanta ottiene di essere distaccata, entrando a fare parte della Commissione per la pubblicazione della documentazione finanziaria della repubblica Veneta, un organismo interministeriale creato nel 1897 su impulso del ministro delle Finanze Luigi Luzzatti, responsabile della pubblicazione dei bilanci generali della Repubblica di Venezia, a cura di Fabio Besta, nei primi anni del Novecento. Il documento presentato è parte del cosiddetto Archivietto dell’Archivio di Stato, l’archivio dell’Archivio. Fra gli schedoni che registrano le consultazioni degli studiosi sono riportati i documenti consultati da Ester Zille nel corso dei suoi studi, principalmente nei fondi archivistici del Consiglio di Dieci e dei Savi all’eresia (Santo Ufficio).

SS

Bibl.: Sega 2016