1945 settembre 27-1945 novembre 24
Cartaceo, 200 x 140 mm
Archivio privato Pariani, b. 6, Quaderno n. 4
In seguito all’offensiva finale delle truppe alleate anglo-americane in Italia e alla concomitante insurrezione nazionale dei patrioti antifascisti, il 28 aprile 1945, analogamente a quanto accadde altrove, anche a Venezia fu attuato il programma insurrezionale del Cln; già dalle prime ore del mattino i fascisti, nell’articolazione delle varie componenti che ne caratterizzavano la struttura civile e militare, si erano progressivamente arresi alle forze della Resistenza; per tutta la giornata, invece, si protrassero, con la mediazione della curia patriarcale, le trattative tra Cln, Cvl e gli occupanti tedeschi, ai quali in serata fu infine consentito di lasciare in armi la città, purché non ponessero in atto le minacciate distruzioni di infrastrutture. Il giorno successivo gli Alleati fecero il loro ingresso a Venezia, giungendo a Piazzale Roma dalla Terraferma.
Il 16 maggio 1945 fu celebrata nella basilica di San Marco la solenne funzione «per la salvezza di Venezia» dalla distruzione bellica, col canto del Te Deum. Nell’occasione, il cardinale Adeodato Piazza (1884-1957), patriarca della città lagunare dal 1935 e figura che non di rado si era allineata alle posizioni del regime, ma la cui mediazione era risultata decisiva nella trattativa tra patrioti e tedeschi negli ultimi giorni del conflitto, pronunciò una solenne omelia. Dal pulpito, l’alto ecclesiastico qualificò la fine del fascismo come la «liberazione da un potere assoluto e dispotico, che diventò tirannico quando fu asservito allo straniero».
La Liberazione apriva una prospettiva completamente nuova ed entusiasmante, ricca di speranza e di fiducia nel futuro. Molte, però, anche le incertezze sul destino dell’Italia a guerra finita, nell’evolversi delle contingenze internazionali; un simile riflesso, caratteristico soprattutto della componente più conservatrice della popolazione, si ritrova nelle caricature disegnate e commentate dal generale Alberto Pariani nei suoi Quaderni, raffiguranti Hitler, Stalin, Roosevelt (o lo “zio Sam”) e Tito.
AP
Bibl.: Brunetta 1986, p. 193; Reberschak 1995; 1943-1945, Venezia nella Resistenza 1976; Turcato 1995, pp. 53-56; Bertoli 1996, p. 54; Bobbo 2005, p. 443ss.





