L’Ente provinciale per il Turismo manifesta la necessità di riaprire almeno due alberghi a Venezia
1945 agosto 23. Venezia.
Cartaceo, 210 x 290 mm
Gabinetto della Prefettura di Venezia, Affari generali, Serie generale, b. 9, c. 3755/2
Anche se certamente non ai dirompenti livelli odierni, il turismo era assai diffuso a Venezia anche negli anni precedenti il secondo conflitto mondiale, qualificandosi come una delle importanti fonti di reddito per la città. Nel disegno organizzativo complessivo che aveva connotato la stagione del regime fascista, caratterizzato in laguna dalla pressocché totale egemonia decisionale del gruppo di potere legato a Giuseppe Volpi, l’accoglienza dell’élite internazionale nei grandi ed eleganti alberghi della CIGA (Compagnia Italiana dei Grandi Alberghi), posizionati nel centro veneziano, ma soprattutto sull’esclusivo litorale del Lido, aveva svolto un ruolo non irrilevante. Con la guerra, però, la circolazione turistica era ovviamente quasi cessata, e anche la frequentazione balneare era andata progressivamente arrestandosi. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, poi, l’occupazione tedesca aveva fatto sì che quasi tutte le strutture alberghiere venissero sequestrate a uso dei comandi e delle truppe germaniche in riposo dal fronte; la spiaggia del Lido era stata chiusa e fortificata con bunker e sbarramenti anticarro, e a scopo difensivo era stato fatto saltare anche il grande e famoso stabilimento bagni che definiva la zona centrale dell’isola. L’occupazione degli alberghi, questa volta per le necessità d’alloggio delle sopraggiunte truppe alleate anglo-americane e dei molti sfollati, proseguì anche dopo la Liberazione, ma già a partire dall’estate 1945 fu intrapreso il cammino verso la normalità, con l’eliminazione dalle spiagge – attuata anche avvalendosi dei prigionieri tedeschi e fascisti – delle opere di difesa e il progressivo recupero degli edifici per l’accoglienza. I grandi alberghi della CIGA, derequisiti dagli Alleati nel corso del 1947, tornarono pienamente operativi in quello stesso anno, pur se la frequentazione turistica del 1938 fu raggiunta solo nel 1952. Anche in precedenza, comunque, già dall’estate del 1945, l’Ente provinciale per il Turismo aveva rappresentato l’opportunità di riaprire almeno un paio di grandi e capienti alberghi, se non ancora per i vacanzieri, perlomeno per quei funzionari, industriali e commercianti che avevano necessità di permanere a Venezia per esigenze di lavoro.
AP
Bibl.: Reberschak 2002, pp. 1255-1311; Gerbaldo 2015, pp. 87-98.



