1988 gennaio 22. Roma.
Foglio cartaceo, 344×245 mm
Distretto militare di Venezia, Fascicoli matricolari, anno 1914, matricola n. 38702
Alessandro (Sandro) Gallo nacque a Venezia nel 1914 e già durante gli studi liceali al Liceo Ginnasio “Marco Foscarini” di Venezia aderì al movimento antifascista. Proseguì poi gli studi all’Università di Padova, dove conseguì la laurea in giurisprudenza; volle poi iscriversi alla facoltà di filosofia. L’anno seguente, nel 1937, prese anche la tessera del Partito Comunista clandestino. Scelse la strada dell’insegnamento e ottenne una cattedra prima a Pieve di Cadore e poi a Venezia, al Liceo Benedetti, animato dall’intento di infondere nei giovani l’amore per la libertà. Nella notte di Capodanno del 1942, in seguito a un diverbio con un elemento fascista, venne inviato al confino per un anno, ad Avezzano prima e poi alle isole Tremiti; scontatolo, si trasferì a San Vito di Cadore per un periodo di convalescenza a seguito di una pleurite. A Venezia fondò il Comitato di Unione antifascista, che poi divenne Comitato di Liberazione Nazionale, dal quale fu incaricato, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, di organizzare la lotta partigiana armata nel Cadore; assunse allora il nome di battaglia di “Garbin”.
Come annotato nel «Foglio notizie per le variazioni matricolari», redatto in data 22 gennaio 1988 e inserito nel fascicolo matricolare che si conserva in Archivio di Stato di Venezia, dal 1° ottobre 1943 al 20 settembre 1944 Gallo fece parte della brigata garibaldina “Calvi”, della quale fu comandante a partire dal 16 luglio 1944. Il 20 settembre successivo, però, cadde in combattimento, durante un’azione contro una colonna motorizzata tedesca in Val Croce. Il «Foglio notizie» fu prodotto dall’Ufficio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani (Ricompart), istituito presso il Ministero della Difesa, riconducibile alla Commissione unica nazionale (Cun), istituita con la legge 28 marzo 1968, n. 341, che ereditò le competenze della similare istituita con la legge 14 maggio 1965, n. 502, la quale a sua volta aveva aveva assunto le attribuzioni del Servizio Commissioni riconoscimento qualifiche partigiani operante presso il Sottosegretariato per l’assistenza ai reduci e ai partigiani della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Il fondo archivistico relativo al Ricompart fu versato all’Archivio Centrale dello Stato tra il 2009 e il 2012 dal Ministero della Difesa. Si tratta di un archivio che si compone di due nuclei: uno schedario di schede nominative (circa 700.000), oggi completamente digitalizzate e disponibili sul portale Partigiani d’Italia, e circa 4.000 buste, dove si possono reperire i fascicoli personali con le notizie sulle formazioni partigiane (ne è in corso la pubblicazione on-line). Il progetto del portale Partigiani d’Italia è nato nel 2017, in seguito a un accordo tra la Direzione generale Archivi, l’Istituto Centrale per gli Archivi (Icar) e la Scuola normale superiore, allo scopo di valorizzare una così importante fonte documentaria per lo studio della storia della Resistenza italiana.
TC
Bibl.: Chinello 1995, pp. 39-57; Cozzi 2020.


