1945 agosto 17. Venezia.
Foglio sciolto, 230 x 146 mm. Copia.
Archivio di Stato di Venezia (Archivietto), anno 1946, sez. X/1, Rendiconto delle aperture di credito ricevute e delle somme erogate a tutto il 30 settembre 1945, fattura n. 239.
I cambiamenti istituzionali che interessarono il Nord Italia negli ultimi anni del conflitto e nel periodo successivo alla Liberazione ebbero inevitabili ripercussioni anche sui simboli dello Stato impiegati negli uffici pubblici. L’emblema di Casa Savoia, parte integrante della bandiera del Regno d’Italia, così come la dicitura Regio che precedeva la denominazione dell’Archivio di Stato di Venezia, subirono modifiche significative.
Con l’approvazione del Decreto Legislativo del Duce della Repubblica sociale italiana e Capo del Governo n. 141, emanato il 28 gennaio 1944, venne stabilita la nuova foggia della bandiera nazionale e della bandiera di combattimento delle Forze Armate, disponendo la rimozione dello stemma sabaudo e la sua sostituzione con il fascio littorio.
Nei documenti ufficiali, il cambiamento dei simboli di Stato è evidente: gli stemmi reali vennero cancellati dalla carta intestata e sostituiti – per ragioni di economia e risparmio – con timbri o correzioni manoscritte. Ogni riferimento al Regno e al sovrano venne eliminato. Anche le vecchie bandiere nazionali presenti all’Archivio di Stato, ancora recanti l’emblema sabaudo, furono rimosse e presumibilmente sostituite con i nuovi modelli conformi all’ordinamento della RSI. Due esemplari di tali bandiere sabaude sono ancora oggi conservati ai Frari, probabilmente rimesse in uso dopo la caduta del fascismo e la Liberazione nazionale.
Con il 1946 e l’avvento della Repubblica italiana, i simboli dello Stato e delle istituzioni mutarono nuovamente per riflettere la nuova forma di governo. Ogni riferimento al Regno venne sostituito dalla denominazione repubblicana, e la bandiera nazionale assunse la configurazione che conosciamo ancora oggi.
A causa delle difficoltà economiche del periodo postbellico, l’Archivio di Stato adottò una soluzione pragmatica e conveniente per aggiornare la propria dotazione simbolica: si rivolse alla ditta veneziana N. Nicolaj & C. sas per la riparazione di «n. 1 bandiera nazionale […] con cambio del bianco». Questa soluzione ingegnosa permise di adattare il principale simbolo della nazione alla nuova immagine della Repubblica senza affrontare spese eccessive.
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