Il Prefetto di Venezia segnala all’Ufficio provinciale del Lavoro la gravissima situazione di disoccupazione nel Comune di Salzano
1945 luglio 24. Venezia.
1 foglio dattiloscritto su carta intestata, 310 x 218 mm
Camera di commercio di Venezia, IV deposito, b. 297, fasc. XV.8/2
I livelli drammatici toccati dalla disoccupazione alla fine della guerra e i fattori che concorrevano ad accentuarne la gravità sono espressi con cruda efficacia nella lettera indirizzata al Prefetto dal sindaco di Salzano il 15 luglio 1945, e da questi comunicata integralmente all’Ufficio provinciale del lavoro il 24 successivo. La situazione esposta «per quanto si rifugga dal tragicizzarla – così il sindaco – è effettivamente grave»: in un comune composto da circa 1200 famiglie, erano 800 gli operai dell’industria disoccupati, e il numero era in crescita per il rientro dei reduci dalla Germania. La richiesta al Comando militare alleato di Mestre di ingaggiare manodopera non era stata accolta, essendo stata data precedenza ai disoccupati di comuni più vicini. La situazione era particolarmente critica per l’assenza di mezzi di trasporto pubblici o privati per raggiungere gli stabilimenti industriali, in conseguenza della penuria di risorse che attanagliava il Paese: le Ferrovie non erano in grado di ripristinare neppure una corsa di andata e ritorno giornaliera dal paese per mancanza di carbone, il Comando militare alleato non poteva fornire camion per il trasporto degli operai e le biciclette, che il sindaco di Salzano riteneva la soluzione più efficace, erano inutilizzabili perché non si trovavano più né copertoni né camere d’aria.
PB



